I codici del regno d'Italia aggiuntevi in supplemento tutte le leggi risguardanti l'ordinamento giudiziario e le funzioni della guistizia civile e penale

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Stamperia governativa, 1866
 

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PÓgina v - Al re solo appartiene il potere esecutivo. Egli Ŕ il capo supremo dello Stato ; comanda tutte le forze di terra e di mare : dichiara la guerra : fa i trattati di pace, d'alleanza, di commercio ed altri, dandone notizia alle Camere tosto che l'interesse e la sicurezza dello Stato il permettano, ed unendovi le comunicazioni opportune. I trattati che importassero un onere alle finanze o variazione di territorio dello Stato non avranno effetto se non dopo ottenuto l'assenso delle Camere.
PÓgina 89 - F notai non possono essere cessionari delle liti, ragioni ed azioni litigiose di competenza della corte, del tribunale o della pretura, di cui fanno parte, o nella cui giurisdizione esercitano le loro funzioni, sotto pena di nullitÓ, dei danni e delle spese.
PÓgina 3 - Nell'applicare la legge non si pu˛ attribuirle altro senso che quello fatto palese dal proprio significato delle parole secondo la connessione di esse, e dalla intenzione del legislatore.
PÓgina 349 - Vittorio Emanuele III per grazia di Dio e per volontÓ della Nazione Re d'Italia II Senato e la Camera dei Deputati hanno approvato: Noi abbiamo sanzionato e promulghiamo quanto segue: Art. 1. Alle disposizioni degli articoli dal!
PÓgina vi - Art. 24. Tutti i regnicoli, qualunque sia il loro titolo o grado, sono eguali dinanzi alla legge. Tutti godono egualmente i diritti civili e politici, e sono ammessibili alle cariche civili e militari, salve le eccezioni determinate dalle leggi.
PÓgina 14 - La separazione pu˛ essere domandata per causa di adulterio o di volontario abbandono, e per causa di eccessi, sevizie, minacce e ingiurie gravi. Non Ŕ ammessa l'azione di separazione per l'adulterio del marito, se non quando egli mantenga la concubina in casa o notoriamente in altro luogo, oppure concorrano circostanze tali che il fatto costituisca una ingiuria grave alla moglie.
PÓgina viii - Le deliberazioni non possono essere prese se non alla maggioritÓ dei voti. Art. 55. Ogni proposta di legge debb'essere dapprima esaminata dalle Giunte che saranno da ciascuna Camera nominate per i lavori preparatorii. Discussa ed approvata da una Camera, la proposta sarÓ trasmessa all'altra per la discussione ed approvazione, e poi presentata alla sanzione del Re. Le discussioni si faranno articolo per articolo.
PÓgina v - Deputati; ma in quest'ultimo caso ne convoca un'altra nel termine di quattro mesi. Art. 10. La proposizione delle leggi apparterrÓ al Re ed a ciascuna delle due Camere. Per˛ ogni legge d'imposizione di tributi, o di approvazione dei bilanci e dei conti dello Stato, sarÓ presentata prima alla Camera dei deputati.
PÓgina viii - ╚ per˛ facoltativo di servirsi della francese ai Membri che appartengono ai paesi in cui questa Ŕ in uso, od in risposta ai medesimi.
PÓgina 110 - Il creditore non pu˛ disporre del pegno pel non effettuato pagamento : ha per˛ il diritto di far ordinare giudizialmente, che il pegno rimanga presso di lui in pagamento e fino alla concorrenza del debito secondo la stima da farsi per mezzo di periti, oppure che sia .venduto...

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