Tesoro dei novellieri italiani scelti dal decimoterzo al decimonono secolo, Volum 2

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Giuseppe Zirardini
Baudry, 1847
 

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PÓgina 96 - ... tu vedi con tutto ci˛ che fai e spendi, e senza onor e profitto spendi, che tu non puoi trar costei che ad amarti si pieghi, e che cosa che tu adopri non ti giova, anzi pi¨ ritrosa la ritrovi, a che pi¨ indarno affaticarti? Pazzia estrema Ŕ voler una cosa non difficile ma impossibile render facile a fare. Tu sei pur chiaro 13 che ella nÚ te nÚ le cose tue cura.
PÓgina 255 - ... molto valore), si scemava nondimeno la sua allegrezza, qualora egli si poneva innanzi la lunghezza e la malagevolezza del viaggio, pensandosi che Disdemona ne devesse rimanere offesa. La donna, che altro bene non aveva al mondo che il Moro, ed era molto contenta del testimonio...
PÓgina 496 - ... di scudi per parte sua per fargli il ritratto. Il suono di tanti scudi fu volentieri udito dal pittore ; oltre a...
PÓgina 260 - Disdemona, e tosto ch'ella fu appresso il camerino, n'uscý l'alfieri, il quale essendo forte e di buon nerbo, colla calza, che in punto aveva, le diede una crudel percossa, nel mezzo della schiena, onde la donna subito cadde, senza poter trame appena fuori il fiato. Ma con quella poca voce che potŔ avere, chiam˛ il Moro, che l'aiutasse.
PÓgina 17 - A la fine non potendo il povero e cieco amante pi¨ sofferire di vedersi sý poco gradire, deliber˛, awenissene ci˛ che si volesse, se la comoditÓ bella si vedeva, quello per viva forza da lei prendere che ella di grado dar non gli voleva. Era in corte uno staffiere di monsignor vescovo molto amico del ferrarese, e, se bún mi ricordo, egli anco era da Ferrara.
PÓgina 349 - Manente compose loro una favola della vita sua, e come fusse quivi capitato. Aveva giÓ Burchiello detto al Biondo che non aveva mai veduto uomini somigliarsi tanto, quanto facevano lui e maestro Manente ; e gli soggiunse : ź Se io non sapessi di certo lui esser morto, direi che e' fusse 675 desso senza dubbio alcuno ╗ ; e il simile confermava il Biondo.
PÓgina 51 - Se poi vedevi quei due begli occhi, anzi due fulgentissime stelle, anzi pur due folgoranti soli, quando ella maestrevolmente quinci e quindi gli girava, tu potevi ben giurare che dentro a quei placidissimi lumi albergava amore, e che in quel chiarissimo splendore affinava i suoi pungenti strali : e quanto bene campeggiavano le chiome inanellate e sparte ! che sovra la pura e spaziosa fronte scherzanti, parevano proprio fila di terso e biondo oro, che al dolce soffiar d' una picciola aura lascivamente...
PÓgina 113 - ... lecito di starmene seco, morto almeno con lei resti sepolto. Vedi l'ampolla ove era dentro l'acqua che, se ti ricordi, ci diede in Mantova quello spoletino che aveva quegli aspidi vivi ed altri serpenti.
PÓgina 258 - ... egli di Disdemona si goda, qualora voi gliene date 1' agio, molto pi¨ cautamente lo dee fare ora, che si vede esservi venuto in odio, che non facea di prima. Ma anco non perdo la speranza di potervi far vedere quel, che creder non mi volete. E con queste parole si dispartirono. Il misero Moro, come tocco da pungentissimo strale, se n...
PÓgina 176 - Santi de' capponi. Giunse il giovine ali" ostarla dell' angielo ed a quella' della campana, e imposto agli osti che tal beffa facesseno , non prima il giovine ebbe detto loro tal cosa , che tutti insieme con li garzoni fattisi innanzi a Santi, gli...

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