Alchimia e medicina nel Medioevo

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Chiara Crisciani, Agostino Paravicini Bagliani
SISMEL edizioni del Galluzzo, 2003 - 400 pàgines
Questa raccolta di saggi offre al lettore le più recenti considerazioni sui rapporti tra alchimia e medicina nel medioevo, presentate dai maggiori specialisti sull'argomento in campo internazionale. Questi rapporti - multiformi e vari - vengono indagati, in saggi molto documentati e anch'essi di vario orientamento, per cercare di analizzare la vasta gamma di relazioni tra i due saperi più operativi della cultura medievale. Gli intrecci tra alchimia e medicina vengono visti così sotto il profilo farmacologico; sia da una prospettiva epistemologica; sia nel confronto delle rispettive dottrine. Anche se su molti aspetti la ricerca resta ancora aperta, si conferma che, anche prima della 'svolta' paracelsiana, alchimia e medicina si collegano per molti aspetti, specie da quando l'alchimia dell'elixir, dal secolo XIV, propone un farmaco capace di trasformare i metalli ma anche di curare il corpo dell'uomo. Comune appare, ad esempio, la ricerca di un farmaco universale; lo studio e l'uso di acque medicinali e delle tecniche di distillazione; la valorizzazione dell'experientia e dell'apparato sensorio. Soprattutto, alchimia e medicina condividono il riferimento ad una base di filosofia naturale (in cui spiccano i concetti di elemento, di misto, di umido radicale, di digestione) che ciascuna disciplina declina poi secondo le sue proprie coordinate specialistiche. É proprio da questo terreno e da questi obiettivi comuni -più palesi dal secolo XIV - che anche gli sviluppi dell'alchilmia e della medicina nella prima età moderna risultano meglio comprensibili.

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